NEWS
    News settimanali
    Gli assicurativi in     borsa
    Nuovi prodotti
     Aziende

  SICUREZZA E     PREVENZIONE     Dati statistici
    Giurisprudenza
    Quesiti
    Notizie
    Dossier-Documenti

  LEGISLAZIONE
    Leggi
    Sentenze
    Circolari

  TUTELA DEL     CONSUMATORE
    Occhio alla truffa
    Reclami
    Ass. dei consumatori
    Modulistica

  TARIFFE

  LE COMPAGNIE

  NUMERI VERDI

  JOB

  DOSSIER
    RICERCHE


  FORUM
  

I vostri quesiti

Tratto dal Mensile Centauro a cura di Ernesto Forino



MARMITTA CICLOMOTORE NON CONFORME CHE SVILUPPA VELOCITA' SUPERIORI A 45 K/H

IL RISARCIMENTO DEL DANNO DA PARTE DELLA COMPAGNIA DI ASSICURAZIONE

TERMINI DI REVISIONE PER I VEICOLI A MOTORE

CIRCOLAZIONE ED EQUIPAGGIAMENTO DEI VEICOLI ADIBITI AL TRASPORTO DI MERCI PERICOLOSE

SOGGETTI DEPUTATI ALL'ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI

QUANDO REVISIONARE L'AUTO?

VERBALI REDATTI CON SISTEMI INFORMATIZZATI E' INDISPENSABILE LA FIRMA DELL'ACCERTATORE?

E' AMMESSO IL TRASPORTO DI MINORI SUI SEDILI ANTERIORI?

LA PRESCRIZIONE DELLE SEGNALAZIONI PER LA SOSPENSIONE DELLA PATENTE

MODALITA' DEI RICORSI, CONTESTAZIONE IMMEDIATA E RISARCIMENTO DEL DANNO

IL GENITORE PROPRIETARIO DEL MEZZO E LA SUA RESPONSABILITA' SUL FIGLIO MINORE, CONDUCENTE

TRASFERIMENTO DI RESIDENZA E AGGIORNAMENTO DEI DOCUMENTI

OBBLIGO DEL CASCO

PROCEDURA PER IL RILASCIO DEL DUPLICATO DELLA PATENTE DI GUIDA

E' CONSENTITO IL TRAINO DI UNA BARCA CON UN CARRELLO APPENDICE?

E' OBBLIGATORIO L'INTERVENTO PER RILIEVI DI INCIDENTI CON SOLO DANNI AI VEICOLI?

ESERCITAZIONI ALLA GUIDA DI MOTOCICLI DA PARTE DI MINORENNI

TRASPORTO VINI



MARMITTA CICLOMOTORE NON CONFORME CHE SVILUPPA VELOCITA' SUPERIORI A 45 K/H

E' possibile contestare l'art.97 6° e 14° ad un ciclomotore che monta una marmitta non conforme che sviluppa una velocità superiore ai 45 km/h senza che la stessa sia stata accertata tramite apparecchiatura omologata o senza che il dispositivo in oggetto sia stato posto a controllo di persona o organo competente?

La risposta è tratta da pagina Z.065/02 Codice della Strada aggiornabile EGAF Edizioni)

Il solo accertamento di una "marmitta" non conforme - nel caso del ciclomotore - comporta la violazione dell'art.72 C.d.S. : per mancanza cioè di dispositivo conforme previsto.

La manomissione/maggiorazione del ciclomotore oggetto del controllo deve essere dimostrata: si deve cioè avere un riscontro probatorio delle maggiorazioni e, quindi, delle violazioni addebitate.
Le operazioni tecniche trovano fondamento, per quanto concerne la legittimazione ad espletarle, nell' art.13 lex 689/81, che prevede la possibilità, al comma 1, di effettuare, fra le varie attività classificate come atti di accertamento, "ogni altra operazione tecnica": il legislatore ha fatto riferimento alla nozione di operazioni tecniche per indicare in modo generico tutte quelle attività di esecuzione non complessa che richiedano strumenti e nozioni proprie di una disciplina o di un'arte.
Ogni accertamento utile a dimostrare le maggiorazioni è consentito. Se ne ricordano, a titolo di esempio, i più comuni:

accertamento tecnico presso un'officina che attesti le maggiorazioni specificando i pezzi eventualmente sostituiti o rimossi. Si ritiene sia il metodo più semplice e sicuro

prova su un banco a rulli presso un'officina: non esiste molta giurisprudenza in materia, solamente una sentenza della Pretura di Macerata [1] del 18.07.1997, nello specifico in relazione all'accertamento della velocità di un ciclomotore, al fine di dimostrarne il superamento dei limiti di km/h.45 su strada piana, con prova effettuata su un banco a rulli. L'accertamento è stato ritenuto non sufficiente a dimostrare la velocità concretamente sviluppata su strada, in quanto effettuato con apparecchio non specificamente approvato ed omologato a questo fine, mancando pertanto di riscontri obiettivi

prova presso le sedi attrezzate dei Centri Prove Autoveicoli del Ministero dei Trasporti: [2] è ovvio che tale tipo di accertamento risulta consigliabile solamente nell'ipotesi in cui il ciclomotore non sia più in disponibilità del conducente e/o proprietario, in quanto in tale ipotesi sarà scontata la regolarizzazione prima della prova tecnica.

accertamento della velocità mediante apparecchiature elettroniche. Le risultanze delle apparecchiature elettroniche costituiscono fonte di prova della velocità di un veicolo, ai fini dell'accertamento delle violazioni inerenti il superamento dei limiti massimi consentiti. Quando invece la violazione non riguarda il superamento dei limiti di velocità, ma la circolazione di un ciclomotore capace di sviluppare su strada orizzontale una velocità superiore a 45 km/h, i rilievi compiuti con le apparecchiature di controllo della velocità, possono fornire elementi di prova, ma non sono sufficienti da sole, dovendosi tenere conto della eventuale pendenza della strada e della sua incidenza sulla velocità del mezzo, atteso che il limite previsto è riferito dall'art.52 dl 285/92 ad una velocità sviluppata su strada orizzontale. L'azione della maggiorazione, oltre che attraverso un accertamento tecnico sul mezzo (fra quelli sopra esposti), può essere accertato anche traendo elementi di prova dai rilievi compiuti con le apposite apparecchiature di controllo della velocità previste dall'art.142 cds, ma queste da sole non sono sufficienti, dovendosi tenere conto della eventuale pendenza della strada. [3]. Nell'ipotesi si intenda effettuare, o lo si effettui incidentalmente (perché il veicolo viene fotografato per superamento dei limiti durante un posto di controllo), un accertamento su un ciclomotore maggiorato con questo sistema, si possono ipotizzare alcune situazioni operative:

A)Ciclomotore fotografato durante posto di controllo con apparecchiatura di controllo della velocità, senza pattuglia a valle o con pattuglia a valle impegnata in altra contestazione:
La sola fotografia attestante la velocità del ciclomotore, anche se superiore ai limiti di cui all'art.52 cds, non è sufficiente ad integrare la violazione inerente la maggiorazione

B)Ciclomotore fotografato durante posto di controllo con apparecchiatura di controllo della velocità, con pattuglia a valle che procede a fermarlo:
L'accertamento mediante apparecchiatura elettronica costituisce fonte probatoria per la violazione di cui all'art.142 (nei suoi vari commi). Non è sufficiente per integrare la violazione della maggiorazione del ciclomotore. Costituisce però valida giustificazione per due distinte ipotesi:
- l'applicazione del sequestro amministrativo ai sensi dell'art.13 comma 2 lex 689/81, laddove è previsto che ... possono altresì procedere al sequestro cautelare delle cose che possono formare oggetto di confisca amministrativa...(se non possibile o non opportuno procedere agli accertamenti tecnici nell'immediatezza) [4]con successiva attività di accertamento ad integrazione della documentazione fotografica della velocità accertata
- attività di accertamento secondo le modalità sopra riportate (se possibile immediatamente)

C)Ciclomotore controllato casualmente
Qualora si intenda assumere la prova della maggiorazione con l'uso dell'apparecchiatura elettronica per la rilevazione della velocità, occorrerà procedere in questo modo:
- posizionare l'apparecchiatura in un luogo non aperto alla normale circolazione
- il ciclomotore deve essere condotto da un operatore di polizia stradale oppure da una persona individuata ai sensi dell'art.348 cpp
- il ciclomotore dovrà transitare di fronte all'apparecchiatura in modo tale che la velocità sia rilevata
- di questa operazione deve essere redatto apposito verbale corredato da una accurata descrizione dello stato dei luoghi, specialmente in relazione alle condizioni meteorologiche (assenza di vento rilevante) ed alla assenza di pendenza della strada
[1] famosa per sollevare decine di questioni di legittimità innanzi alla Corte Costituzionale: quindi molto garantista
[2] così come consentito dal Ministero dei Trasporti - Direzione Generale della MCTC - Direzione Centrale IV - Divisione 43 - prot.1495/4353 del 23.05.1987, in risposta a quesito posto dalla MCTC di Caltanissetta
[3] così Corte di Cassazione Civile - Sezione I - 10.09.1997 n.8896 che ha accolto un'opposizione ad accertamento effettuato solo sulle risultanze fotografiche dell'autovelox senza alcun altro rilievo
[4] si pensi all'inopportunità, quando possibile procedere diversamente, di richiedere la collaborazione di una persona con specifiche competenze tecniche in ora notturna (anche se impossibilitata a rifiutare la sua opera -a rt.348 cpp)

Torna su


TERMINI DI REVISIONE PER I VEICOLI A MOTORE

Gradirei sapere quale termine ultimo utile di scadenza della revisione devo prendere in considerazione quando vi è un duplicato della carta di circolazione che riporta solo l'anno e non il mese.
Alessandro Rossigni

Con il D. M. 21 dicembre 1998 (pubblicato sulla G.U. n. 301 del 28.12.1998), diversamente da quanto previsto dai precedenti D.M., è stato stabilito, in sintonia con quanto disciplinato dal Regolamento di cui al D.M. 6 agosto 1998, n. 408 (G.U. n. 278 del 27.11.1998), che il calendario per l'effettuazione delle revisioni è dato dal mese entro il quale è stata rilasciata la carta di circolazione, per i veicoli mai sottoposti al controllo, e dal mese di ultima effettuazione dell'operazione, per quelli che lo siano stati precedentemente.
Nel caso in cui si verificasse il rilascio di un duplicato del documento, il termine entro il quale l'interessato deve presentare richiesta di revisione, è dato sempre dal mese entro il quale il documento è stato emesso e sempre che il veicolo non sia stato già sottoposto a precedenti revisioni. In tale ultima evenienza, poiché con l'emissione del nuovo documento viene indicata anche la data di ultima revisione, farà fede, ai fini della individuazione del termine utile, il mese in cui risulta effettuata l'ultima revisione.
Occorre porre in rilievo che, quando viene rilasciato un duplicato della carta di circolazione, la data di rilascio risulta sempre indicata. Essa, ovviamente, può non coincidere con l'anno di immatricolazione. Ma le due cose vanno scisse: l'anno di immatricolazione servirà per stabilire se quel veicolo deve oppure no essere sottoposto a revisione; la data di rilascio del documento, in particolare il mese, servirà per stabilire quale sia il termine ultimo entro il quale occorre sottoporre il mezzo a revisione.


Torna su


IL RISARCIMENTO DEL DANNO DA PARTE DELLA COMPAGNIA DI ASSICURAZIONE

Se si circola con la propria autovettura con la revisione scaduta e si causa un incidente stradale, l' Assicurazione risarcisce i danni da me causati alla controparte?

Sulla base delle norme che regolano la legge 990/1969 e il Codice civile, la Compagnia di assicurazione è tenuta a risarcire il danno prodotto a terzi, ma ha facoltá di rivalsa sull'assicurato qualora il contratto prevede l'operativitá solo se il veicolo è in regola con le norme del codice.

Torna su


TERMINI DI REVISIONE PER I VEICOLI A MOTORE

Gradirei sapere quale termine ultimo utile di scadenza della revisione devo prendere in considerazione quando vi è un duplicato della carta di circolazione che riporta solo l'anno e non il mese.
Alessandro Rossigni

Con il D. M. 21 dicembre 1998 (pubblicato sulla G.U. n. 301 del 28.12.1998), diversamente da quanto previsto dai precedenti D.M., è stato stabilito, in sintonia con quanto disciplinato dal Regolamento di cui al D.M. 6 agosto 1998, n. 408 (G.U. n. 278 del 27.11.1998), che il calendario per l'effettuazione delle revisioni è dato dal mese entro il quale è stata rilasciata la carta di circolazione, per i veicoli mai sottoposti al controllo, e dal mese di ultima effettuazione dell'operazione, per quelli che lo siano stati precedentemente.
Nel caso in cui si verificasse il rilascio di un duplicato del documento, il termine entro il quale l'interessato deve presentare richiesta di revisione, è dato sempre dal mese entro il quale il documento è stato emesso e sempre che il veicolo non sia stato già sottoposto a precedenti revisioni. In tale ultima evenienza, poiché con l'emissione del nuovo documento viene indicata anche la data di ultima revisione, farà fede, ai fini della individuazione del termine utile, il mese in cui risulta effettuata l'ultima revisione.
Occorre porre in rilievo che, quando viene rilasciato un duplicato della carta di circolazione, la data di rilascio risulta sempre indicata. Essa, ovviamente, può non coincidere con l'anno di immatricolazione. Ma le due cose vanno scisse: l'anno di immatricolazione servirà per stabilire se quel veicolo deve oppure no essere sottoposto a revisione; la data di rilascio del documento, in particolare il mese, servirà per stabilire quale sia il termine ultimo entro il quale occorre sottoporre il mezzo a revisione.


Torna su


CIRCOLAZIONE ED EQUIPAGGIAMENTO DEI VEICOLI ADIBITI AL TRASPORTO DI MERCI PERICOLOSE

Essendo emerse alcune discrasie interpretative su alcune norme che trattano la materia relativa al trasporto di merci pericolose, vengo a sottoporvi i seguenti quesiti:
1) L'equipaggiamento ADR deve essere tenuto a bordo del veicolo - nel caso specifico, autocarro idoneo al trasporto in colli e alla rinfusa di materie pericolose - soltanto durante la fase del trasporto di merci pericolose oppure anche quando il veicolo è vuoto? Qual è eventualmente la sanzione da applicare e in quale delle due circostanze?
2) Se un autocarro, abilitato al trasporto di merci pericolose, circola senza alcun carico ed omette di coprire durante la circolazione il relativo pannello, è sanzionabile ai sensi dell'art. 168, comma 9°? E' previsto il ritiro della patente e della carta di circolazione?
Giorgio Ricchieri

Relativamente al primo quesito, occorre evidenziare che, quando le quantità complessive delle merci contenute in colli, recipienti o contenitori o la somma delle quantità delle diverse merci pericolose trasportate in colli, recipienti o contenitori non eccedano la misura "virtuale di 1000 kg," il trasporto, secondo quanto previsto dal marginale 10011, è esonerato dall'osservanza di alcune prescrizione dell'A.D.R., tra le quali figura quella dell'equipaggiamento dei veicoli. Secondo quanto precede, tali veicoli sono esonerati dal rispetto: dell'idoneità del veicolo, segnalazione del veicolo, certificato di formazione professionale per i conducenti, sorveglianza dei veicoli, trasporto passeggeri, consegne scritte per i conducente, zone di carico e scarico, normative particolari relative alla circolazione dei veicoli.
Essendo quindi prevista un'esenzione, definibile "Esenzione parziale per quantitativi ridotti", si ritiene non sussistente l'obbligo dell'equipaggiamento quando tali veicoli circolino a vuoto. Nel caso, invece, il trasporto eccedesse la quantità virtuale anzidetta, sussiste l'obbligo e l'inosservanza è punita ai sensi dell'art. 168, comma 9.
Quanto al secondo quesito, i pannelli, secondo quanto stabilito dal marginale 10500, vanno sempre rimossi o coperti allorché il veicolo adibito a T.M.P. circoli a vuoto e non sia stato bonificato. L'inosservanza è punita con la sanzione amministrativa prevista dell'art. 168, comma 9, la quale, comporta l'applicazione delle sanzioni accessorie.


Torna su


SOGGETTI DEPUTATI ALL'ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI

L'accesso alle informazioni per mezzo di incaricati della Società Autostrade c/o le Direzioni di Tronco, relative agli incidenti stradali che si verificano in ambito autostradale, siano essi con dolo danni a cose, con feriti o mortali, a mio parere non è in linea con la legge 675/96 a tutela dei dati personali.
Sebbene in molti casi, la Società Autostrade non sia soggetto interessato all'accesso a tali informazioni, in quanto vengono meno pregiudizi di carattere patrimoniale, di fatto gli incaricati della Società compilano dei rapporti d'incidente contenenti piene informazioni sugli stessi, a prescindere se dal sinistro siano derivati danni a cose o a persone.
Tutto ciò avviene in assenza di qualsiasi forma di richiesta per l'accesso agli atti amministrativi, così come previsto dalla legge 241/90.
In ogni caso, la Società Autostrade, quando è interessata al risarcimento patrimoniale, viene portata a conoscenza ai sensi dell'art. 211/6 D.L. 285/92, in relazione all'art. 15 del C.d.S.
Si evidenzia inoltre, come da convenzione stipulata tra Ministero dell'Interno e Società Autostrade, che tra i compiti del Centro Operativo Autostradale è prevista l'attività di raccolta e successivo inoltro alla competente Direzione di Tronco, dei moduli statistici relativi a tutti gli incidenti stradali.
Dal mio punto di vista, quanto sopra esposto è in pieno contrasto con le leggi 675/96 e 241/90. Davide Ranalli -

Il D. L.vo 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della Strada), così come le leggi 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme... di accesso ai documenti amministrativi) e 31 dicembre 1996, n. 675 (Tutela della persona e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali), com'è possibile intuire dalle date di loro pubblicazione, sono tutte leggi successive alla convenzione stipulata, nel 1991, tra il Ministero dell'Interno e la Società Autostrade; convenzione che, fra i compiti demandati ai C.O.A. (Centro Operativo Autostradale), prevede "L'attività di raccolta e successivo inoltro alla competente Direzione di Tronco dei moduli statistici relativi agli incidenti".
La direttiva in questione, giustamente ritenuta dal lettore in contrasto con le leggi 282/1992, 241/1990 e 675/1996, ha avuto origine allorché' non sussistevano impedimenti per la raccolta di dati personali. L'introduzione nel nostro sistema legislativo di queste importantissime leggi ha fortemente rivoluzionato la possibilità di ottenere informazioni in ordine ai sinistri stradali se non nei modi e con le forme dettate dagli artt. 11, comma 4, del C.d.S., e 21, commi 3, 4, 5 e 6, del Regolamento di Esecuzione al Codice.
Tali ultimi articoli, peraltro, non prevedendo deroghe di sorta, impediscono anche agli incaricati della Società Autostrade di poter ottenere le informazioni riguardanti gli incidenti stradali in difformità delle norme dettate dal Codice della Strada.
Si ritiene invece che non contrasti con l'attuale vigente normativa la semplice acquisizione di dati ai fini statistici propri della Società di gestione autostrade; dati che, tuttavia, non possono avere alcun riferimento alle generalità dei conducenti, dei trasportati e modalità con cui il sinistro si è verificato.
Quanto poi agli eventuali danni cagionati alla rete viaria autostradale, per i quali la Società, quale ente di gestione, diventa parte interessata ai fini del risarcimento delle somme dovute per il danneggiamento subito, occorre scindere il ruolo che la stessa società assume nei diversi casi che si possono rappresentare, e cioè: quando la società di gestione diventa soggetto passivo di un danno prodotto alle opere viarie per il quale deve attivare l'azione di rivalsa verso la compagnia di assicurazione del veicolo che lo ha determinato, diventa parte interessata e con ciò può richiedere, nelle forme di legge agli organi di polizia, le informazioni che le permettano di ottenere il risarcimento del danno subito; quando invece il danno prodotto alle medesime opere viarie deriva da una condotta dolosa o colposa dell'agente, per la quale trovano applicazione le sanzioni amministrative ed accessorie dettate dall'art. 15 del C.d.S., l'ente concessionario deve uniformarsi alle disposizioni dell'art. 211 del Codice della Strada, in relazione al quale è il Prefetto che notifica anche all'ente concessionario, oltreché' al trasgressore, l'ordinanza con la quale viene a quest'ultimo ingiunto di ripristinare lo stato delle cose sotto il controllo dell'ente medesimo. Si ritiene che resta comunque salva la facoltà dell'ente concessionario di richiedere le informazioni, purché' nell'ambito della disciplina dei già ricordati artt. 11 del C.d.S. e 21 del regolamento.
Data la complessità che regola la materia, a fronte della nuova sopravvenuta legislazione, risulta evidente che nella stesura della prossima convenzione il Ministero dell'Interno non potrà non tener conto delle vigenti norme che vietano la divulgazione di informazioni in difformità delle disposizioni di legge, tanto più se esse sono destinate a soggetti diversi da quelli che hanno un legittimo interesse.


Torna su


QUANDO REVISIONARE L'AUTO?

Chiedo cortesemente di sapere se è esatta la mia interpretazione sulle revisioni. Il quesito è questo: un veicolo per trasporto promiscuo immatricolato nel 1986 e revisionato nel 1997 con targa BO B 34777 deve essere revisionato nel mese di luglio 2000?
Francesco Tozzi

Per l'anno 2000 è stata disposta la revisione periodica anche degli autoveicoli uso promiscuo, immatricolati entro il 31 dicembre 1996, nonché quelli revisionati nel 1998 o anni precedenti. Questi veicoli possono effettuare la revsione anche presso i Centri privati autorizzati.
Quelli immatricolati negli anni antecedenti al 1996, che non hanno effettuato la prescritta revisione, oltre a conservare l'obbligo della revisione, sono sanzionabili se circolano. Sono esclusi dall'obbligo quelli che per qualsiasi ragione siano stati sottoposti a revisione o collaudo negli anni 1999 o 2000. Diversamente dal passato, il termine utile è dato dal mese di rilascio della carta di circolazione (se da revisionare per la prima volta) ovvero entro il mese corrispondente alla data dell'ultima revisione o collaudo. Non più, quindi, in base all'ultima cifra della targa.
Nel suo caso, pertanto, occorrerà verificare quale sia il mese entro il quale l'auto fu revisionata nel 1997. Quello stesso mese costituirà il termine ultimo per sottoporre a nuova revisione il mezzo.


Torna su


VERBALI REDATTI CON SISTEMI INFORMATIZZATI E' INDISPENSABILE LA FIRMA DELL'ACCERTATORE?

La Suprema Corte di Cassazione Civile con sentenza n. 2341 del 03/03/1998 ha dichiarato "INFORME" il verbale di accertamento delle violazioni al codice della strada redatto con sistemi meccanizzati e non recante alcuna sottoscrizione dell'agente accertatore e quindi la notificazione dello stesso è "irrimediabilmente viziata".
In merito, mentre i Giudici dichiarano l'inefficacia dei verbali non sottoscritti dagli accertatori o quantomeno firmati per copia autenticata dal responsabile dell'ufficio, i Sigg. Prefetti, al contrario, disattendono dall'applicazione delle norme del Codice della Strada, richiamate e ben argomentate nella su citata sentenza della cassazione.
Si desidera sapere:
- la normativa del D.lgs. n. 39 del 12/02/93 è applicabile anche per la redazione dei verbali di accertamento (vedere ordinanza del prefetto di Genova allegata).
In merito non è intervenuto un parere del Consiglio di Stato, febbraio '94, secondo il quale la firma a stampa può supplire solo le certificazioni amministrative e non anche i provvedimenti per i quali la sottoscrizione con firma autografa è requisito di giuridica esistenza?;
- i verbali redatti dalla Polizia Stradale (che si allega copia standardizzata) sono da considerarsi "INFORMI", giusta sentenza della Corte di Cassazione?
Si chiede cortesemente risposta urgente.
LAS MOBILI Srl, Tortoreto (TE)

Si conferma l'orientamento espresso dalla Suprema Corte con la sentenza citata. Tuttavia, con successiva pronuncia, lo stesso Collegio ha ribaltato il precedente indirizzo.
Ovviamente questo non significa che il trasgressore non possa proporre opposizione all'A.G.O. avverso l'ordinanza ingiunzione emessa dalla Prefettura o, addirittura, direttamente al verbale di contestazione.
Sarà il Giudice, in questo caso, a valutare la legittimità formale del verbale.
Nel merito dei due quesiti: rispetto al primo riteniamo di non poter entrare nel merito poiché non si conosce il contenuto del ricorso, né delle deduzioni fornite dall'organo accertatore né, infine, il contenuto formale dell'atto di contestazione; quanto al secondo possiamo confermare la piena legittimità della modulistica informatizzata adottata dalla Polizia Stradale, in quanto contiene tutti gli elementi indicati nel comma 4 dell'art. 383 del reg. di esecuzione al C.d.S.
Inoltre, la circostanza secondo la quale il verbale risulti redatto da persona diversa da chi ha materialmente accertato la violazione, non invalida l'atto medesimo, posto che le norme regolamentari - art. 385 che disciplinano le modalità della contestazione non immediata - stabiliscono che quando essa non sia possibile "l'organo accertatore compila il verbale..." espressione - questa - che, secondo una pronuncia della medesima sezione della Corte di Cassazione Civile - "rende legittima la compilazione del verbale da parte di qualsiasi soggetto che faccia parte di tale organo, e sia abilitato, in questa qualità, a compiere gli accertamenti di competenza dell'organo stesso, senza alcuna distinzione fra componenti dell'organo che abbiano assistito all'infrazione, e componenti che non vi abbiano assistito. (Cass. civ., Sez I, 13 settembre 1997, n. 9076)".
In tema di sanzioni amministrative inflitte per violazioni del codice della strada, la notifica del verbale di accertamento privo della sottoscrizione autografa degli accertatori deve ritenersi del tutto legittima se il verbale stesso risulta redatto <>, giusta disposto degli artt. 383, comma quarto e 385, comma terzo e quarto del regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada, e dell'art. 3, comma secondo del D.L.vo 39/93 (a mente del quale, nella redazione di atti amministrativi, la firma autografa è sostituita, a tutti gli effetti, <>, e, quindi, nella specie, del verbalizzante). (Nuovo c.s., art. 200; D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495, art. 383; D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495. art. 385; D.L.vo 12 febbraio 1993, n. 39, art. 3) (Cass. Civ., Sez. I, 6 marzo 1999, n. 1923).


Torna su


E' AMMESSO IL TRASPORTO DI MINORI SUI SEDILI ANTERIORI?

Vi rivolgo un quesito al quale spero mi possiate dare una risposta positiva: è ammesso trasportare un bimbo appena nato con il seggiolino omologato nei sedili anteriori di una MULTIPLA (3 sedili) insieme al guidatore ed all'altro genitore?

La questione va risolta nell'ambito del combinato disposto degli artt. 169 (Trasporto di persone, animali e oggetti sui veicoli a motore) e 172 (Uso delle cinture di sicurezza e sistemi di ritenuta) del C.d.S. Secondo quanto stabilito dal secondo comma dell'art. 169, il numero delle persone che possono prendere posto sui veicoli, ..., anche in relazione all'ubicazione dei sedili, non può superare quello indicato nella carta di circolazione. Il successivo comma 5 prevede che sulle autovetture e sugli autoveicoli adibiti al trasporto promiscuo di persone e cose è consentito il trasporto in soprannumero sui posti posteriori di due ragazzi di età inferiore a dieci anni a condizione che siano accompagnati da almeno un passeggero di età non inferiore a sedici anni. L'art. 172, che disciplina, come precisato, l'uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta, prevede, al comma 1, che il conducente ed i passeggeri dei veicoli delle categorie M1 (che ricomprende appunto le autovetture), hanno l'obbligo di utilizzare i dispositivi di ritenuta in qualsiasi condizione di marcia. Il comma 4 stabilisce poi che i passeggeri di età inferiore ai dodici anni di statura inferiore a 1,50 m devono essere trattenuti da un sistema di ritenuta, adeguato alla loro statura e peso. Il successivo comma 5, poi, prevede che i bambini di età inferiore ai 3 anni che occupano i sedili posteriori possono non essere trattenuti da un sistema di ritenuta se trasportati in un veicolo in cui tale sistema non sia disponibile purché accompagnati da almeno un passeggero di età non inferiore ai sedici anni. Dal complesso delle norme citate si ricava che: sui sedili anteriori non sono ammessi passeggeri, oltre al conducente, in numero eccedente i posti disponibili; su quelli posteriori è invece consentito trasportare due bambini di età inferiore ai dodici anni, in eccedenza ai posti disponibili. Nel caso del lettore, quindi, se il veicolo è autorizzato anteriormente per due posti, sul secondo sedile potrà essere trasportato o solo il bambino, sempre trattenuto dagli appositi sistemi di ritenuta, o solo la madre. Al di là della normativa citata, è bene che la mamma ed il bambino, sempre trattenuto dagli appositi sistemi di ritenuta, viaggino seduti sul sedile posteriore. Ciò a tutto vantaggio della sicurezza dei trasportati.

Torna su


LA PRESCRIZIONE DELLE SEGNALAZIONI PER LA SOSPENSIONE DELLA PATENTE

Ho avuto la sfortuna di incorrere in due sospensioni della patente per eccesso di velocità, la prima ad ottobre '99 (1 mese) e la seconda a luglio 2000 (2 mesi). Desidererei sapere se e quando le relative annotazioni si prescrivono.

Le vigenti norme del Codice non prevedono la prescrizione delle annotazioni sulla patente di guida dei periodi di sospensione per violazioni alle norme del C.d.S.

Torna su


MODALITA' DEI RICORSI, CONTESTAZIONE IMMEDIATA E RISARCIMENTO DEL DANNO

Desidero porvi un quesito-chiarimento in merito alla disciplina dell'uso del tanto contestato Autovelox. Quali sono gli estremi dei ricorsi e in quale modo si possono fare? Cosa si intende per: "contestare sul posto"? Se la pattuglia sta già contestando un verbale e nel frattempo un altro veicolo commette lo stesso reato e viene fotografato, lo stesso può essere esente dalla medesima contravvenzione visto che gli Agenti non hanno il dono dell'ubiquità? A riguardo di un altro argomento (sempre inerente la circolazione, o meglio ciò che deriva da essa), causa sinistro capitatomi in data 3/6/2000 con ragione piena, sono in attesa di liquidazione per l'acquisto del motoveicolo nuovo. La stessa è regolata da tempi ben precisi dal giorno del sinistro per portare la conclusione della pratica?

In tema di violazioni al codice della strada, le modalità per proporre ricorso sono disciplinate dall'art. 203 del Codice. Esse non prevedono particolari formalità. Tuttavia il ricorso, che deve ovviamente contenere idonee motivazioni tese a confutare l'accertamento operato dall'organo accertatore, va indirizzato al prefetto del luogo ove l'accertamento si è realizzato e trasmesso all'ufficio cui appartiene l'organo accertatore. Questi, entro 30 giorni dal ricevimento, lo deve inoltrare al prefetto con la prova delle eseguite contestazioni o notificazioni, nonché con ogni altro documento utile alla decisione, anche se fornito dal ricorrente. Il ricorso può essere corredato da documenti e si può chiedere di essere sentiti personalmente. Il prefetto, entro 180 dalla ricezione degli atti (periodo al quale va sommato quello previsto per l'organo accertatore di trasmettere il ricorso medesimo), esaminati gli atti e il verbale prodotto dall'ufficio o comando accertatore, nonché il ricorso e i documenti allegati, sentiti gli interessati che ne abbiano fatta richiesta, se ritiene fondato l'accertamento emettere ordinanza motivata con la quale ingiunge il pagamento di una somma determinata, nel limite non inferiore al doppio del minimo edittale per ogni singola violazione. Ove, invece non ritenga fondato l'accertamento, il prefetto emette, entro lo stesso termine, ordinanza motivata di archiviazione degli atti, comunicandola all'ufficio o comando cui appartiene l'organo accertatore, il quale ne dà notizia al ricorrente. In alternativa è possibile anche l'opposizione diretta al verbale con ricorso da depositarsi (non può essere spedito per posta) nella cancelleria del giudice di pace entro il termine perentorio di 60 giorni (Cass. Civ., sez. III, 29 settembre 1999, n. 10768) dalla contestazione o notificazione dell'atto. Per contestazione immediata deve intendersi la cronologia temporale dell'accertamento della violazione alla quale segue "immediatamente" l'avviso al trasgressore della commessa violazione. A tal proposito, l'art. 200 del Codice prevede che la violazione, quando è possibile, deve essere immediatamente contestata e che dell'avvenuta contestazione deve essere redatto verbale contenente anche le dichiarazioni che gli interessati chiedono che vi siano inserite. Ovviamente, sono previsti, anche se a titolo puramente indicativo, casi in cui non essendo possibile la contestazione immediata, si procede alla notifica del verbale. Di norma, quando si procede a contestazione immediata di violazioni accertate mediante apparecchiatura "autovelox", il dispositivo rimane bloccato sino al termine della contestazione, anche per consentire al trasgressore di verificare la velocità segnata dall'apparecchiatura. Tuttavia, nell'ipotesi in cui si realizzasse la circostanza segnalata dal lettore, l'impossibilità di procedere alla contestazione immediata al secondo o terzo trasgressore potrebbe legittimamente rientrare nelle cause che ne giustificano l'omissione. Ovviamente a tali ulteriori accertamenti deve seguire la notifica del verbale di contestazione nel quale dovrà indicarsi dettagliatamente la causa che non ha permesso tale contestazione. Per quanto riguarda l'ultima parte del quesito, i termini entro i quali il liquidatore deve provvedere al risarcimento, sono disciplinati dall'art. 3 del D.L. 23 dicembre 1976, n. 857, convertito, con modificazioni, nella legge 26 febbraio 1997, n. 39, secondo il quale, per i sinistri con solo danni a case, l'assicuratore, entro 60 giorni dalla ricezione della richiesta di risarcimento, presentata secondo le modalità stabilite dall'art. 22 della L. 990/1969, alla quale deve essere allegata il cosiddetto C.I.D. (modulo di constatazione amichevole), deve comunicare al danneggiato la misura della somma offerta per il risarcimento ovvero i motivi per i quali non ritiene di fare offerta. I termini sono ridotti a 30 giorno se il modulo è sottoscritto dai conducenti coinvolti nel sinistro.

Torna su


IL GENITORE PROPRIETARIO DEL MEZZO E LA SUA RESPONSABILITA' SUL FIGLIO MINORE, CONDUCENTE

Sovente capita di contestare le violazioni previste dagli artt. 97/5° e 97/6° del C.d.S. a carico di minori. La locale prefettura, a richiesta degli esercenti la potestà genitoriale, emette decreto ingiuntivo per il pagamento della sanzione corrispondente senza però procedere alla confisca del veicolo, poiché ritiene che lo stessa appartenga a persona estranea alla violazione amministrativa. La domanda che si pone è: fino a che punto un genitore, che pure ha degli obblighi di tutela e di controllo verso i propri figli, può essere considerato estraneo alla violazione amministrativa commessa dal proprio figlio minore degli anni 18?

Il problema segnalato è stato di recente affrontato dalla Corte di Cassazione Civile. L'alta Corte è stata chiamata a decidere sul ricorso per Cassazione proposto dalla prefettura di Biella avverso la sentenza emessa dal pretore della stessa città con la quale era stata ritenuta illegittima l'ordinanza di confisca di un ciclomotore, emessa da quella prefettura, per avere il conducente minore violato l'articolo 97, comma 6, del C.d.S., avendo il giudice di merito ritenuto applicabile la sanzione accessoria solo per la violazione del comma quinto del medesimo articolo. Ebbene, la terza Sezione Civile, con sentenza n. 7268 del 1 giugno 2000, ha accolto in toto le osservazioni avanzate dalla ricorrente prefettura, ritenendo, contrariamente a quanto osservato dal giudice di merito, applicabile la sanzione della confisca giacché, nella fattispecie, il genitore non può essere considerata persona estranea alla violazione. La Suprema corte ha motivato sostenendo che, nell'ipotesi in cui l'illecito amministrativo sia commesso da un minore degli anni diciotto, l'art. 2 della legge 24 novembre 1981, n. 689, con disposizione di carattere generale applicabile anche agli illeciti amministrativi previsti dal codice della strada (art. 194), prevede che il suo autore non possa essere assoggettato a sanzione amministrativa per mancanza di imputabilità e che "della violazione risponde chi era tenuto alla sorveglianza dell'incapace, salvo che provi di non avere potuto impedire il fatto", secondo comma, art. 2, legge 689/81. Tale disposizione - secondo la Corte - configura una responsabilità diretta, per fatto proprio, di colui che è tenuto alla sorveglianza del minore e, pertanto, il soggetto tenuto alla sorveglianza dell'incapace non può essere considerato persona estranea alla violazione amministrativa. Ne consegue, secondo questo recente orientamento, peraltro già affermato dalla stessa Corte con sentenza n. 572 del 22 gennaio 1999, che alla violazione di cui all'art. 97, comma 6, del C.d.S., commessa da minore degli anni diciotto, consegue anche la confisca del mezzo. Si riporta, per utilità, la massima della Corte di Cassazione:
""Sanzioni amministrative - Principi comuni - capacità - Violazione amministrativa commessa da infradiciottenne. Incapace "ex lege" - Persona tenuta alla sorveglianza dello stesso - Estraneità alla violazione - Configurabilità - Esclusione - Responsabilità diretta - Sussistenza - Applicabilità in tema di violazioni al codice della strada - Effetti - Infrazione all'art. 97, sesto comma, codice della strada commessa da minore alla guida di ciclomotore di proprietà del genitore - Confisca - Legittimità.
In caso di violazione amministrativa commessa da minore degli anni diciotto incapace "ex lege" di essa risponde in via diretta a norma dell'art. 2, secondo comma, della legge n. 689 del 1981, applicabile anche agli illeciti amministrativi previsti dal codice della strada (art. 194) colui che era tenuto alla sorveglianza dell'incapace, che pertanto, non può essere considerato persona estranea alla violazione stessa. Ne consegue che, in caso di circolazione di minore alla guida di ciclomotore non rispondente alle prescrizioni indicate nel certificato di idoneità tecnica, ben può essere ordinata la confisca del ciclomotore di proprietà del genitore in relazione alla violazione dell'art. 97, comma sesto, del codice dello stesso codice, che esclude detta misura qualora il veicolo appartenga a persona estranea alla violazione amministrativa.""


Torna su


TRASFERIMENTO DI RESIDENZA E AGGIORNAMENTO DEI DOCUMENTI

Mi trovo nella condizione di avere un indirizzo differente sul libretto di circolazione della mia moto rispetto a quello riportato sulla patente di guida e su quello dell'auto. Ciò è dovuto al fatto che la motorizzazione, a seguito di un cambio di residenza, mi ha inviato solo i talloncini (adesivi con la nuova residenza) relativi alla patente e all'auto. Ho telefonato numerose volte alla motorizzazione, ma ho solo ricevuto rassicurazioni, non confortate purtroppo dalla realtà dei fatti, circa l'imminente arrivo del talloncino mancante. Vorrei sapere se un cittadino nelle mie condizioni è multabile, visto che gli adempimenti di mia competenza sono stati tutti attesi e la discordanza tra carta di circolazione e patente di guida non dipende da me. So che in passato la questione richiedeva il ritiro di uno dei due documenti per rendere uniformi le informazioni.

Negli anni '95 e '96 sono state modificate rispettivamente le procedure per l'aggiornamento del trasferimento di residenza sulla patente di guida e carta di circolazione. Così come già avveniva per la patente di guida, anche per l'aggiornamento della carta di circolazione del trasferimento di residenza, non è più necessario presentare istanza all'ufficio provinciale della M.C.T.C., ma è sufficiente che l'interessato, all'atto della richiesta di residenza presso il comune, dichiari all'ufficiale dell'anagrafe di essere anche proprietario di autoveicoli o motoveicoli ed eventualmente intestatario di contrassegni di identificazione per ciclomotori. Sarà in questo caso lo stesso ufficiale dell'anagrafe che comunicherà, entro un mese dalla registrazione anagrafica, all'ufficio centrale operativo D.G.M.C.T.C., l'avvenuto trasferimento di residenza. A sua volta, la Direzione Generale della M.C.T.C. provvederà ad inviare per posta al nuovo indirizzo dell'interessato un tagliando di convalida da apporre sulla carta di circolazione. Per i contrassegni di identificazione dei ciclomotori, l'Ufficio provvederà alla sola variazione del nuovo indirizzo dell'intestatario nei propri archivi telematici. La ricevuta della richiesta di variazione della residenza, rilasciata dal comune, assolve gli obblighi di legge sino alla ricezione dei tagliandi. Nel caso segnalato dal lettore occorrerà verificare se c'è stata dichiarazione di proprietà del motoveicolo all'atto della richiesta di residenza. Se ciò è avvenuto regolarmente, non resta che rivolgersi al numero verde 800-232323 del Ministero dei trasporti per conoscere la propria posizione in ordine al trasferimento di residenza del motoveicolo. Qualora, invece, per qualsiasi motivo, la dichiarazione di proprietà del motoveicolo non fosse avvenuta, occorrerà rivolgersi direttamente all'ufficio provinciale della M.C.T.C., che provvederà a rilasciare l'apposito tagliando con le normali procedure. Giova da ultimo precisare che la nuova procedura si applica solo nei confronti delle persone fisiche intestatarie di veicoli; per quelle giuridiche, autobus, taxi, veicoli per noleggio con conducente o per trasporto di cose di massa superiore a 6 t, le modalità di aggiornamento della carta di circolazione per trasferimento di residenza, sono quelle attualmente stabilite dall'art. 94 del C.d.S.: richiesta all'ufficio provinciale della M.C.T.C. entro 60 giorni da quando si è verificato il trasferimento medesimo.

Torna su


OBBLIGO DEL CASCO

Essendo mio figlio, di anni 17, rimasto coinvolto con un ciclomotore in un incidente stradale, la compagnia di assicurazione della controparte non ha inteso risarcire per intero il danno, attribuendo una corresponsabilità al mio ragazzo in misura pari al 30%, perché non faceva uso del casco. Posto che il fatto si è verificato nel 1990, gradirei sapere se in quell'anno vigeva già l'obbligo dell'uso del casco.

L'uso del casco era già obbligatorio alla data del sinistro indicato nel quesito. Infatti, l'obbligo fu introdotto con la legge 11 gennaio 1986, n. 3, le cui disposizioni sono state ripetute dall'art. 171 dell'attuale codice della strada che, oggi, ne prevede l'obbligo per tutti i conducenti, anche maggiorenni.

Torna su


PROCEDURA PER IL RILASCIO DEL DUPLICATO DELLA PATENTE DI GUIDA

Vorrei sapere qualcosa sulla nuova legge che regola la distruzione della patente in caso di ritrovamento dopo aver sporto denuncia di furto e aver firmato il certificato sostitutivo. Sul punto, mentre la stradale di Brescia mi ha assicurato che la legge in questione è ancora in fase di attuazione, la questura di Padova, pur non avendomi messa al corrente delle conseguenze avendo firmato il certificato di sostituzione, non mi ha restituito la patente in questione. Come devo comportarmi?

Con D.P.R. n. 104 del 9 marzo 2000, pubblicato sulla G.U. n. 98 del 28 aprile 2000, entrato in vigore il 12 maggio dello stesso anno, è stato abrogato l'attuale art. 127 del Codice della strada e contestualmente sono state dettate nuove modalità per il rilascio del permesso provvisorio di guida in caso di smarrimento, sottrazione o distruzione della patente. Il primo comma dell'art. 2 del citato D.P.R., prevede che: "In caso di smarrimento, sottrazione o distruzione della patente, entro quarantotto ore dalla constatazione, il titolare deve farne denuncia agli organi di polizia compilando, altresì, apposito modulo su cui è applicata una fotografia autenticata a cura degli stessi organi di polizia i quali rilasciano, contestualmente, un permesso provvisorio di guida della validità di novanta giorni. Dal momento del rilascio del permesso provvisorio di guida, la patente identificata nella denuncia non è più valida". I successivi commi 2, 3, e 4 dettano disposizioni per ottenere il relativo duplicato, a seconda se gli organi di polizia sono in grado o meno di poter ... estrarre il duplicato della patente dall'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. Il comma 5, infine, stabilisce che: "Il titolare che, successivamente alla denuncia di cui al comma 1, rientrasse in possesso della patente di guida deve provvedere alla sua distruzione". Per effetto di quanto stabilito in quest'ultimo comma, il titolare di patente di guida che ne venisse in possesso dopo aver presentato denuncia, deve egli stesso provvedere alla sua distruzione e dovrà attendere, secondo i casi, o l'invio del duplicato da parte dell'Ufficio centrale operativo del Ministero dei trasporti e della navigazione (ipotesi non ancora operativa poiché lo stesso dicastero non ha stabilito le procedure per l'invio al suo ufficio del modulo, né dello stesso ha fornito indicazioni sui contenuti), oppure il rilascio del duplicato da parte dell'Ufficio provinciale della M.C.T.C., che deve rilasciarlo entro trenta giorni dalla data di presentazione, da parte del titolare, di apposita domanda. La lettrice non precisa se la questura di Padova ha rinvenuto il documento sottratto, che doveva essere restituito - salvo il persistere di altre circostanze connesse con le indagini in corso - ricordando al denunciante gli obblighi stabiliti dal comma 5 del D.P.R. 104/2000.(E.F.)

Torna su


E' CONSENTITO IL TRAINO DI UNA BARCA CON UN CARRELLO APPENDICE?

Ho una piccola imbarcazione, lunga 4,40 m., del peso di 60 Kg. circa. Gradirei una delucidazione in merito al suo traino con autovettura. In particolare chiedo se sia possibile caricare la barca su di un carrello appendice e trasportarla senza infrangere il codice della strada. Ringrazio sin d'ora dell'interesse che mi si vorrà prestare.

Il comma 4 dell'art. 56, così definisce i carrelli appendice: "I carrelli appendice a non più di due ruote destinati al trasporto di bagagli, attrezzi e simili, e trainabili da autoveicoli di cui all'art. 54, comma 1, esclusi quelli indicati nelle lett. h), i) ed f), si considerano parti integranti di questi purché rientranti nei limiti di sagoma e di massa previsti dagli artt. 61 e 62 e dal regolamento". Trattandosi del traino di una barca, che non può rientrare fra le cose trasportabili con i carrelli appendice, occorre un rimorchio, veicolo che richiede un'autonoma immatricolazione. Sul mercato, infatti, esistono rimorchi destinati al trasporto di imbarcazioni che possono essere tranquillamente trainati anche se si è titolari della sola patente di categoria B. In tal caso, però, il rimorchio deve rientrare o fra la categoria dei cosiddetti rimorchi leggeri, intendendosi quelli di massa complessiva a pieno carico fino a 0,75 t., oppure, pur non rientrando in questa categoria, la massa del rimorchio non deve eccedere quella a vuoto del veicolo trainante e in ogni caso la massa complessiva a pieno carico dei due veicoli non deve superare le 3,5 t.

Torna su


E' OBBLIGATORIO L'INTERVENTO PER RILIEVI DI INCIDENTI CON SOLO DANNI AI VEICOLI?

Ci complimentiamo anzitutto per l'attività da voi svolta e nel ringraziarvi cogliamo l'occasione per porgervi due quesiti:
1)-In caso di sinistro stradale senza feriti, con danni veicolari lievi, senza danni a terzi, con gli utenti coinvolti che manifestano chiaramente l'intenzione di non intervento della Polstrada, redigendo quindi il modulo CID; incorrono gli operatori nel reato specifico di omissione dati d'ufficio di cui all'art. 328 Codice Penale, non rilevando e/o non accertando l'eventuale infrazione che potrebbe emergere? E' obbligatorio per gli operatori il rilevamento dell'incidente o sarebbe sufficiente redigere una relazione di servizio?
2)-In relazione a quanto esposto nell'art. 383 del Regolamento al Codice della Strada e art. 136 Codice Procedura Penale o altro normativa, l'apposizione dei nominativi degli operatori verbalizzanti sul verbale di contestazione amministrativa è obbligatoria e vincolante ai fini dell'efficacia del verbale stesso? E' corretto apporre il numero di matricola o sigle, anziché il nome del verbalizzante?

L'articolo 11 del vigente Codice della strada elenca quelli che sono i Servizi di polizia stradale. Come tali costituiscono un preciso obbligo per gli ufficiali o agenti deputati, secondo quanto stabilito dal successivo art. 12, ad assolverli. L'omissione di un servizio indicato dall'art. 11 è consentita solo nei casi espressamente previsti dalla legge (es. negare una scorta di sicurezza in assenza di presentazione della prescritta documentazione). Quanto allo specifico del quesito, riteniamo obbligatorio l'intervento per la rilevazione di incidenti stradali, sia esso di iniziativa sia a richiesta dei danneggiati, da parte dei soggetti deputati ad espletare i servizi di polizia stradale, anche se il sinistro si presenta con solo danni ai mezzi. Obbligatorio diventa l'obbligo di procedere ai rilievi, allorché si sia comunque intervenuti. L'eventuale ritardato o mancato intervento, quando è possibile, può integrare l'illecito penale previsto dall'art. 328 del C.P. Il verbale di contestazione è atto pubblico e, secondo quanto stabilisce l'art. 2700 del Codice Civile, fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza del documento del pubblico ufficiale che lo ha formato, nonché delle dichiarazioni delle parti e degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua presenza o da lui compiuti. Sebbene l'indicazione del nominativo degli accertatori non sia espressamente richiamata dall'art. 383 del Regolamento, appare evidente la necessità di detta indicazione, giacché il relativo modello, che secondo quanto stabilisce il comma 4 fa parte integrante dello stesso regolamento, ne richiede l'espressa indicazione, non suscettibile di sostituzione della matricola al posto del cognome e nome.

Torna su


ESERCITAZIONI ALLA GUIDA DI MOTOCICLI DA PARTE DI MINORENNI

Con la presente, vorrei conoscere il vostro autorevole parere su dei casi accaduti in questa provincia e che sono stati oggetto di diverse interpretazioni:
1)- alla guida di un motociclo di 600 cc, veniva trovato a circolare persona di 17 anni, munita di autorizzazione per l'esercitazione per il conseguimento della patente di guida categoria A, la quale veniva sanzionata a norma dell'art. 115/1° comma del C.d.S.; lo scrivente, è del parere che oltre all'art. citato si doveva anche contestare la violazione per guida senza patente di cui all'art. 116/13°, in quanto, giusto quanto previsto dai D.M. 8/8/94 e 29/03/99 del Ministero dei Trasporti, all'età di 17 anni si può soltanto conseguire la patente di sottocategoria A1, mentre la predetta persona si esercitava con motociclo che poteva essere condotto solo da chi titolare di patente di guida categoria A "senza limiti", tenuto anche conto che l'art. 122/2 recita: l'autorizzazione consente all'aspirante di esercitarsi su veicoli delle categorie per le quali è stata richiesta la patente.
2)- è stata trovata a circolare in Italia, in regime di importazione definitiva, autovettura già immatricolata in Germania, cancellata da quella Motorizzazione Civile, munita di targa provvisoria scaduta di validità; poiché priva di assicurazione per la R.C.A., veniva applicata la sanzione prevista dall'art. 193 del C.d.S., mentre lo scrivente è del parere che andava contestato l'art. 93/7° comma del C.d.S., poiché dell'avviso che non può trovare applicazione la norma prevista dall'art. 132 del C.d.S., in quanto come prima specificato veicolo cancellato Motorizzazione dello Stato d'origine e con documenti di circolazione provvisori scaduti.

La patente di categoria "A" abilita alla conduzione di tutti i motoveicoli definiti all'art. 53 del codice. In particolare, poi, la lett. a) di detto articolo così definisce i motocicli: veicoli a due ruote destinati al trasporto di persone, in numero non superiore a due compreso il conducente. Tale definizione, quindi, non pone preclusioni di sorta. Analogamente, il comma 3 dell'art. 116, stabilisce che per la guida di motoveicoli necessita la patente di categoria "A". Per cui, chi chiede l'autorizzazione per esercitarsi alla guida di motocicli può, in generale, condurre qualsiasi veicolo compreso nella categoria dei motoveicoli. Nel caso segnalato dal lettore sorge un limite per il minorenne che chiede l'autorizzazione per esercitarsi alla guida, vale a dire l'età: qualità che, proprio per le prescrizioni dettate dall'art. 115, non consente al minore di condurre, e di conseguenza di potersi esercitare, motocicli di cilindrata superiore a 125 cc., pena l'applicazione delle sanzioni stabilite dal comma 4 dello stesso art. 115. E' nostra opinione, quindi, l'impraticabilità dell'applicazione delle sanzioni di cui all'art. 116, comma 13, giacché il 3° comma di detta norma richiede genericamente il possesso della patente di categoria "A" per la guida di motoveicoli, senza porre ulteriori vincoli.

Torna su


TRASPORTO VINI

Con la presente, vorrei conoscere il vostro autorevole parere su dei casi accaduti in questa provincia e che sono stati oggetto di diverse interpretazioni: Vorrei conoscere le sanzioni in caso il trasporto del vino non avvenga con le autorizzazioni necessarie

La mancata emissione del documento di trasporto del vino e dei prodotti vinosi è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.200.000 a trenta milioni di lire, ridotta a un quarto in caso di omissioni di dati non essenziali. La misura della sanzione è stabilita dall'articolo 1 del decreto legislativa 10 agosto 2000, n.260, pubblicato sulla <> 221 del 21 del 21 settembre. Va ricordato che dal primo agosto scorso sono entrate in vigore le disposizioni in materia di nuova organizzazione del mercato vitivinicolo previste dal regolamento comunitario 1493 del 17 maggio 1999. Il regolamento disciplina tutti i prodotti vinosi dalle uve ai mosti, dai vini alle vinacce. Infatti, il decreto che fissa l'entità delle sanzioni considera in primo luogo le violazioni in materia di vinificazione e distillazione e le pene pecuniarie previste sono elevate: ad esempio, chi introduce uve da tavola all'interno di stabilimenti destinati alla vinificazione è punito con la sanzione da un milione a dieci milioni di lire e con la pena accessoria della chiusura dell'impianto da due a quattro mesi. Per quanto riguarda i documenti da trasporto, che diversamente da quanto avviene per il Ddt devono scortare la merce, l'articolo 70 del regolamento comunitario 1493/99 prevede genericamente l'obbligo dell'emissione di un documento controllato dall'amministratore. Quindi, come confermato dal Ministero delle Politiche agricole con la circolare 22793 del 31 luglio scorso, relativamente ai documenti di accompagnamento si applicano le disposizioni stabilite del precedente regolamento comunitario 2238/93. Riguardo ai trasporti nazionali di prodotti vinosi contenuti in recipienti di volume non superiore a 60 litri si ricorda che deve essere emesso il documento di tutela agricola previsto dal decreto ministeriale aprile 1999 (non preventivamente vidimato). Tuttavia fino al 31 dicembre prossimo potranno essere utilizzati i documenti di accompagnamento previsti dal Dpr 627/78. Può bastare un documento contenente gli estremi di chi spedisce la merce (in questo caso il vino), il destinatario, la specificazione del prodotto trasportato, il numero e la data del documento emesso, sapendo che fino al 31/12 possono essere utilizzati i modelli ancora vigenti. Invece per i trasporti di vino contenuto in recipienti di quantità superiore a 60 litri devono essere emessi i documenti di trasporto secondo le modalità fissate dal regolamento comunitario 2238/93 e dal decreto ministeriale 19 dicembre 1994, n.768. Tali documenti sono soggetti alla preventiva vidimazione a cura degli uffici periferici dell'ispettorato Repressione frodi o del Comune (decreto ministeriale 22 novembre 199). Chi viola gli obblighi è dunque punito con una sanzione che può arrivare a trenta milioni di lire. Sono presenti varie deroghe a queste regole, riguardanti il trasporto di vino in quantità non superiore ai 5 litri e con quantitativo di trasporto non superiore a 100 litri o quando il produttore debba trasportare le uve (pigiate o non) dal vigneto all'impianto di vinificazione.

Torna su




powered by copyright © 2000 Reporting R.P.