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Dossier Ricerche


  Studio del Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri dal titolo
           "La copertura assicurativa del progettista. Quadro normativo e
           caratteristiche dell'offerta" redatto dall'Avv. Lorenzo Passeri e dal Dott.
           Marco Fasella, con il coordinamento del Dott. Massimiliano Pittau (427 Kb)


   Relazione del Presidente Ania, Alfonso Desiata, tenuta a Roma
           il 26 giugno 2001, all’assemblea annuale dell’Associazione
           che riunisce le Imprese di assicurazione (73 Kb)


  L'assicurazione italiana: i dati significativi (686 Kb)

   L'Assicurazione auto (92 Kb)

  Convenzione indennizzo diretto (CID) (File zippato 26 Kb)

Trasparenza e qualità nella liquidazione dei sinistri

L'intesa sull'applicazione nel settore assicurativo della disciplina delle clausole abusive

Le dodici risposte dell’Ania alle polemiche sull’aumento dei premi RCAuto



Trasparenza e qualità nella liquidazione dei sinistri

Un servizio trasparente e di qualità implica l'adozione da parte dell'assicuratore di precisi standard di comportamento e una costante ricerca di procedure che riducano allo stretto necessario i tempi di liquidazione dei danni. La molteplicità delle polizze assicurative comporta diversità organizzative delle singole imprese e rende impossibile la definizione di procedure e tempi uniformi di generale utilizzo. Per quanto riguarda la fase di denuncia del sinistro (punti 3 e 4), le singole imprese sono invitate a definire i tempi entro i quali si impegnano a svolgere normalmente le procedure previste.
La qualità del servizio di liquidazione sinistri presuppone necessariamente la partecipazione attiva dell'assicuratore e dell'assicurato fin dal momento in cui vengono a conoscenza dell'evento dannoso.
L'assicuratore coadiuva l'assicurato nelle varie fasi della gestione del sinistro allo scopo di facilitare e di accelerare la conclusione della pratica e gli fornisce tutta l'assistenza necessaria, orientando l'attività dei propri collaboratori in modo da evitare ritardi ingiustificati.
L'assicurato a sua volta fornisce all'assicuratore tutte le informazioni necessarie e presta la massima collaborazione.
LA DENUNCIA DEL SINISTRO
1. L'assicuratore fornisce all'assicurato la necessaria assistenza nella formulazione e nella stesura della denuncia del sinistro.
2. L'assicuratore raccoglie la denuncia di sinistro e ne rilascia ricevuta all'assicurato; la ricevuta non è necessaria se la denuncia è stata inviata per lettera raccomandata. 3. L'assicuratore indica all'assicurato:
- il numero del sinistro, la persona o l'ufficio incaricato di trattare il danno con il relativo recapito, numero telefonico e reperibilità;
- i documenti che dovranno essere presentati per ottenere il risarcimento e, se occorre, anche l'indicazione del modo di procurarseli.
4. L'assicuratore precisa all'assicurato:
- per le denunce incomplete, gli elementi mancanti che devono essere forniti;
- per le denunce tardive, le possibili conseguenze del ritardo della comunicazione;
- per i sinistri che sin da un primo esame risultino non indennizzabili, i motivi per cui non possono essere ammessi al risarcimento.
LA QUANTIFICAZIONE DEL DANNO
5. L'assicuratore si serve di una rete liquidativa adeguata ad un servizio efficiente e organizza le proprie strutture in modo da rendere agevole il contatto con i liquidatori e i periti.
6. L'assicuratore pertanto si adopera affinché la perizia del danno (quando necessaria) venga effettuata con professionalità e trasparenza e chiarisce all'assicurato la portata di eventuali eccezioni e riserve.
7. L'assicuratore informa in modo inequivocabile l'assicurato che l'atto conclusivo della perizia, pur quantificando l'ammontare del danno, non determina necessariamente l'indennizzo effettivamente dovuto: detto importo, infatti, per norma di legge o di contratto (ad es.: concorso di colpa, franchigia, ecc.) può non coincidere con quello indicato in perizia. 8. Qualora l'assicurato sia chiamato a condividere le risultanze della perizia e sottoscriva quindi l'atto conclusivo, l'assicuratore consegna all'assicurato copia datata dell'atto conclusivo.
L'OFFERTA DELL'INDENNIZZO
9. Se il danno è risarcibile, ricevuta la necessaria documentazione, l'assicuratore comunica all'assicurato l'indennizzo effettivamente dovuto.
L'assicuratore fornisce gli opportuni chiarimenti sull'offerta e dichiara la sua disponibilità all'immediato pagamento della somma, specificando altresì all'assicurato la procedura da adottare nel caso di disaccordo.
10. Se il danno risulta non risarcibile o se esistono altre contestazioni, l'assicuratore lo rende noto all'assicurato non appena la circostanza viene rilevata.
IL PAGAMENTO
11. Concordato l'ammontare dell'indennizzo, l'assicuratore versa all'assicurato immediatamente, e comunque entro i termini indicati in polizza o dalla legge, l'importo relativo e, contestualmente al versamento, può chiederne ricevuta.
NOTE:
· Quanto sopra trova integrale applicazione per i sinistri relativi ai rischi di massa delle assicurazioni: R.C. Auto, Auto rischi diversi, Incendio, Furto, Infortuni, Malattia e Responsabilità Civile.
Per l'assicurazione R.C. Auto, la legge prevede disposizioni specifiche sui tempi di accertamento dei danni e di liquidazione dei sinistri, nonché sull'offerta e il pagamento dell'indennizzo. Per questo ramo l'assicuratore è tenuto a rispettare precise procedure ed obblighi a favore dell'assicurato.
Per la R.C. Auto si sta definendo una informativa specifica; nel contempo l'assicuratore resta disponibile ad ogni informazione in merito.
· Nell'ipotesi di sinistri R.C. quanto sopra indicato si applica nei confronti del terzo danneggiato.
· Nell'ipotesi di sinistri auto quanto indicato ai punti 6 e seguenti può essere sostituito, nei casi in cui ciò è obiettivamente attuabile, dall'applicazione delle più favorevoli procedure dell'Accordo ANIA/Carrozzieri.
Documento approvato da:
ANIA - ASSOCIAZIONE NAZIONALE FRA LE IMPRESE ASSICURATRICI
UEA - UNIONE EUROPEA ASSICURATORI
ADICONSUM
ADOC
FEDERCONSUMATORI
MOVIMENTO CONSUMATORI
UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI


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L'intesa sull'applicazione nel settore assicurativo della disciplina delle clausole abusive

Testo dell'intesa sottoscritta in data 11 maggio 1999 da ANIA, UEA, Adiconsum, Adoc, Comitato Consumatori Altroconsumo, Lega Consumatori ACLI, Movimento Consumatori e Unione Nazionale Consumatori.

ANIA, UEA e Associazioni dei Consumatori: le clausole abusive

Il recepimento nella legge italiana delle norme europee sulle clausole abusive nei contratti rivolti ai consumatori non "professionisti" ha concretamente permesso di attivare un confronto tra le organizzazioni che rappresentano le parti interessate: l'ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici), l'UEA (Unione Europea Assicuratori) e le seguenti Associazioni dei consumatori: Adiconsum, Adoc, Comitato Consumatori Altroconsumo, Lega Consumatori ACLI, Movimento Consumatori e Unione Nazionale Consumatori.

L'analisi non poteva che concentrarsi sulle condizioni generali di assicurazione, portando all'individuazione di un elenco argomentato di clausole contrattuali in sospetto di abusività, elaborato dalle stesse Associazioni dei consumatori anche in ragione della loro diffusione nelle diverse polizze assicurative sul mercato.
L'attività svolta ha portato ai seguenti risultati:
  1. l'individuazione di un elenco di clausole da considerarsi abusive;
  2. la presa d'atto che, su alcuni aspetti, non è stato raggiunto un accordo;
  3. la redazione di raccomandazioni intese a migliorare i rapporti contrattuali tra assicurati e assicuratori;
  4. l'elaborazione di una rapida e concreta procedura di confronto tra associazioni dei consumatori e singole imprese di assicurazione nei casi in cui sia in discussione l'abusività di specifiche clausole contrattuali.

Le Associazioni dei consumatori, l'UEA e l'ANIA, peraltro, sono consapevoli che il lavoro finora svolto è destinato a continuare, sia in relazione ai problemi ancora aperti o non ancora affrontati, sia in relazione alla continua evoluzione dei contratti e della normativa sull'argomento.

****

1. Sono state considerate abusive le clausole che:

    · invertono l'onere delle prova (in base al quale chi vuol far valere un diritto deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento).
Sono tali, ad esempio, le clausole che impongono all'assicurato di dimostrare che non esistono cause di esclusione del rischio assicurato, ovvero quelle secondo cui l'assicurato deve provare che il danno non è causato da proprio dolo o colpa grave. Tale onere, invece, dovrebbe essere a carico dell'assicuratore. All'assicurato, infatti, compete la dimostrazione di avere subito il sinistro previsto dalla propria garanzia, mentre competerà all'impresa dimostrare che si sono verificate circostanze (come il dolo o la colpa grave dell'assicurato) che possano escludere o limitare il risarcimento;

    · fanno decadere il diritto all'indennizzo al di fuori dei casi previsti dalla legge.
Al contrario non sono abusive le clausole che esprimono decadenze previste espressamente dalla legge, come, ad esempio, quelle che fanno decadere l'assicurato dal diritto ad ottenere l'indennizzo in caso di dichiarazioni rese con dolo o colpa grave del contraente;
    · in caso di sinistro, prevedono il diritto di recesso del solo assicuratore;
    · in caso di assicurazione presso più assicuratori, obbligano l'assicurato a limitare la propria richiesta nei confronti di ciascun assicuratore alla sola quota proporzionale del danno, poiché possono rendere più difficile per l'assicurato l'esercizio del proprio diritto.
L'assicurato potrà pertanto chiedere a ciascun assicuratore l'indennità dovuta secondo il rispettivo contratto, purché le somme complessivamente riscosse non superino l'ammontare del danno, lasciando poi a coloro che lo hanno indennizzato l'esercizio del diritto di regresso verso gli altri assicuratori non interpellati;
    · consentono all'assicuratore di variare unilateralmente le condizioni contrattuali o le caratteristiche del servizio senza un giustificato motivo indicato in contratto: non è lecita, ad esempio, la riduzione discrezionale delle somme assicurate;
    · prevedono la cessazione anticipata del contratto al raggiungimento di determinati limiti di età se tali limiti vengono raggiunti nel corso della durata inizialmente stabilita dal contratto (ad esempio la cessazione di una polizza decennale stipulata da un settantenne al suo settantacinquesimo compleanno, posto che questo fosse il limite previsto dalla clausola). Poiché il raggiungimento di tali limiti è un fatto prevedibile al momento della firma del contratto, tale clausola determina uno squilibrio a sfavore dell'assicurato.

2. Su alcuni punti le posizioni sono ancora distanti ed il confronto è destinato a continuare:

    · le clausole che prevedono il diritto di recesso per entrambe le parti: tali clausole risultano legittime a giudizio dell'ANIA e dell'UEA, mentre per le associazioni dei consumatori non lo sono;
    · le clausole che prevedono, in caso di sinistro nelle polizze di assicurazione contro il furto, la riduzione della somma assicurata, per la rimanente durata del periodo di assicurazione in corso, di un importo uguale a quello del danno indennizzabile;
    · le clausole compromissorie che, in caso di controversia tra le parti, prevedono il ricorso obbligatorio ad una procedura di arbitrato libero o irrituale;
    · le clausole che riguardano l'individuazione del foro competente.

3. Una serie di raccomandazioni è parsa inoltre importante, se non irrinunciabile: riguardano aspetti che possono rendere difficoltoso se non controverso il rapporto tra assicurati ed assicuratori. Si tratta di suggerimenti concreti la cui applicazione può portare benefici significativi, a fronte di uno "sforzo" accettabile, sia in termini di modificazione di alcuni comportamenti, sia in termini di accresciuta informazione o maggiore chiarezza e trasparenza. In particolare:

    · quanto alla documentazione da produrre in caso di sinistro, è stato ribadito che debbano essere richiesti solamente i documenti essenziali alla prova del sinistro o alla titolarità del diritto, ed è stata sottolineata l'opportunità che venga fornita all'assicurato una esauriente informativa sulla documentazione che deve essere prodotta per ottenere l'indennizzo;

    · quanto alle ipotesi che possono comportare aggravamento del rischio, in considerazione del tecnicismo del concetto, è stato rivolto un invito agli assicuratori a fornire all'assicurato una chiara spiegazione, anche esemplificativa, di cosa si debba intendere per aggravamento del rischio;

    · per evitare che la eccessiva varietà dei termini di disdetta nelle diverse polizze possa generare confusione negli utenti, sono stati invitati gli assicuratori a prevedere termini di disdetta uniformi per le polizze a tacito rinnovo: 30 giorni per la disdetta delle polizze RC Auto e 60 giorni (o eventualmente 30) per gli altri rami;

    · nel caso delle polizze malattia che prevedono convenzioni con case di cura, è stata rilevata la necessità che sia chiaramente evidenziato nel contratto che le cliniche convenzionate possono modificarsi nel tempo. E' stata inoltre evidenziata l'importanza di un sistema che consenta all'assicurato di sapere con precisione, al momento del bisogno, quale sia l'attuale composizione dell'elenco degli enti sanitari convenzionati;

    · riguardo alle polizze danni che contengono clausole di indicizzazione, è stata sottolineata la necessità di adottare una particolare cura nell'informare preventivamente l'assicurato della presenza nel contratto di tali clausole nonché del loro esatto funzionamento, indicando esplicitamente a quali indici le variazioni sono legate. Inoltre, sono state invitate le imprese a formulare clausole che consentano all'assicurato di recedere dal contratto nel caso in cui l'aumento dei premi superi una soglia che deve essere segnalata con chiarezza in polizza;

    · infine, con riferimento alle clausole che prevedono la riduzione della somma assicurata in caso di sinistro di un importo uguale a quello del danno indennizzabile (tipiche delle polizze contro il furto), si invitano le imprese ad adottare nuove formule contrattuali che permettano all'assicurato di evitare di trovarsi, nel periodo successivo al sinistro, con una garanzia ridotta se non addirittura privo di garanzia. 4. La procedura di confronto tra Associazioni dei consumatori e singole imprese di assicurazione, nei casi in cui sia in discussione l'abusività di specifiche clausole contrattuali.

E' un risultato particolarmente importante del lavoro svolto.
In pratica, si è concordata una procedura per affrontare e risolvere singoli casi concreti di sospetta abusività delle clausole contrattuali presenti nelle polizze di assicurazione.
La procedura è stata studiata per essere particolarmente veloce - trenta giorni in tutto dal momento della segnalazione - ed offrire, ove possibile, una pronta soluzione operativa senza aspettare i termini necessariamente più lunghi di un ricorso al giudice, al quale si potrà comunque ricorrere nel caso non si trovi un accordo.
L'iniziativa completa il lavoro sin qui descritto e apre un canale di comunicazione e confronto diretto fra le Associazioni dei consumatori e ciascuna impresa di assicurazione con l'intenzione di superare il limite costituito dal fatto che quanto finora realizzato non esaurisce la materia e che, inoltre, le conclusioni raggiunte nel corso del confronto tra le Associazioni dei consumatori, l'UEA e l'ANIA, così come le clausole esaminate, sono necessariamente di carattere generale, mentre le condizioni contrattuali operativamente utilizzate nel mercato possono sempre originare dubbi o controversie.

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Procedura di confronto tra associazioni di consumatori e imprese di assicurazione sull'eventuale abusività delle clausole contrattuali in polizze di assicurazione.

ANIA
e
Adiconsum
Adoc
Comitato Consumatori Altroconsumo
Lega Consumatori ACLI
Movimento Consumatori
Unione Nazionale Consumatori
premesso
che tra l'ANIA, le suddette Associazioni dei consumatori e l'UEA è aperto un confronto sulla applicazione degli articoli 1469 bis e seguenti CC ai contratti di assicurazione;

che la seguente procedura troverà applicazione presso le imprese di assicurazione che ad essa aderiranno;
concordano quanto segue:
    · in caso di individuazione di clausole in contrasto con l'art. 1469 bis presenti nelle polizze di assicurazione, le associazioni dei consumatori faranno precedere l'avvio dell'azione inibitoria da una comunicazione scritta indirizzata alla impresa interessata e all'ANIA nella quale verranno precisate le clausole ritenute vessatorie e le relative motivazioni, indicando altresì il nominativo della persona cui fare riferimento ai fini della presente procedura;

    · l'azione inibitoria ex art. 1469 sexies non verrà introdotta prima del decorso di 30 giorni dal ricevimento della suddetta comunicazione;

    · entro il suddetto termine l'impresa farà pervenire una risposta scritta all'ANIA e alla Associazione interessata nella quale preciserà la sua disponibilità o meno a procedere alla abolizione o alla modifica della/e clausola/e e i tempi tecnici necessari per la concreta attuazione delle decisioni assunte;

    · qualora sia necessario per l'approfondimento delle rispettive posizioni, l'Associazione e l'Impresa interessata, con l'eventuale presenza dell'ANIA, potranno incontrarsi entro il termine sopra detto;

    · i termini indicati nella procedura sono considerati sospesi durante il mese di agosto ed a partire dal 20 dicembre fino al 7 gennaio dell'anno successivo.

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Le dodici risposte dell’Ania alle polemiche sull’aumento dei premi RCAuto

1. L'AUMENTO DEI FATTORI DI COSTO PRODUCE NOTEVOLI PERDITE NELLA GESTIONE DEL RAMO R.C. AUTO.
Nel solo 1998 le imprese di assicurazione hanno registrato un saldo negativo nel conto tecnico pari a 2.850 miliardi, nonostante abbiano ridotto notevolmente le spese di gestione (la cui incidenza è passata dal 1997 al 1998 dal 21,2% al 18,9%). Le continue perdite determinano la necessità di aumentare il fabbisogno tariffario, pena l'entrata in crisi del sistema, che produrrebbe effetti negativi per l'intera collettività degli assicurati.
2. ESISTONO FATTORI CHE CONDUCONO INEVITABILMENTE AD UN AUMENTO DEL PREZZO DELL'ASSICURAZIONE R.C. AUTO.
a. Aumento del costo dei sinistri: nell'esercizio 1998 il costo dei risarcimenti è aumentato mediamente dell'11,7% per le autovetture e di oltre il 15% per i ciclomotori. b. Aumento del numero dei sinistri con danno alla persona: gli incidenti con danno alla persona rappresentano attualmente oltre il 17% del numero totale dei sinistri (nel 1990 rappresentavano il 9,9%): ciò significa che in Italia quasi 1 sinistro su 5 determina un risarcimento per lesioni corporali, contro una media europea di 1 su 10. c. Aumento dei valori risarcitori applicati dai vari tribunali per i danni alla persona: ad esempio, una tabella recentemente adottata dai tribunali del Triveneto comporterà un aumento dell'importo dei risarcimenti liquidati in quell'area pari al 35%. d. L'incidenza di fenomeni fraudolenti: le speculazioni e le truffe a danno delle compagnie di assicurazione non sono le cause prime degli incrementi dei costi, ma costituiscono un grave elemento perturbatore dell'attività di impresa, soprattutto in alcune aree del paese in cui il fenomeno criminoso va ben oltre le cifre ufficiali e altera il rapporto di fiducia che dovrebbe sussistere tra assicuratori e assicurati. 3. GLI ASSICURATORI SONO ATTIVI NELLA LOTTA ALLE TRUFFE.
Il settore è talmente consapevole della gravità della situazione da aver predisposto apposite strutture specializzate nella lotta al crimine sia in ambito aziendale che a livello associativo. I pregevoli risultati raggiunti grazie alla collaborazione di dette strutture con la magistratura inquirente e con le forze dell'ordine inducono a sviluppare e ad affinare gli strumenti di difesa in modo da far emergere il fenomeno criminale sommerso, che costituisce la parte più rilevante del problema.
4. LE RISERVE TECNICHE NON SONO PROVENTI REALIZZATI DALLE IMPRESE, MA SERVONO A PAGARE I RISARCIMENTI DOVUTI AI DANNEGGIATI PER SINISTRI GIA' AVVENUTI.
Una loro eventuale insufficienza potrebbe comportare la liquidazione coatta amministrativa dell'impresa: per tale ragione le riserve tecniche - obbligatorie per legge - vengono costituite secondo rigide e dettagliate disposizioni normative e sono sottoposte al controllo dell'ISVAP. 5. La tesi secondo cui la liberalizzazione delle tariffe r.c. auto avrebbe dovuto comportare un'automatica riduzione dei prezzi è priva di fondamento. L'incremento dei costi dei risarcimenti agisce infatti in maniera pressoché omogenea su tutte le imprese: finché questi aumenteranno sarà inevitabile una tendenza generale all'incremento dei prezzi, pur in presenza di notevoli diversificazioni da impresa a impresa in virtù della concorrenza esistente. 6. SUL PREZZO DELL'ASSICURAZIONE ESISTE INFATTI UNA FORTISSIMA CONCORRENZA,
che consente agli utenti una vasta gamma di opzioni nella scelta del proprio assicuratore. E' quanto risulta dalle rilevazioni effettuate dall'ISVAP, da cui emergono differenze tra i prezzi minimi e massimi praticati dalle diverse imprese in ogni zona territoriale. Il disegno di legge presentato dal Governo sulla trasparenza dei servizi assicurativi - pur necessitando di alcune opportune modifiche - può costituire un ulteriore elemento di conoscibilità e di confronto dei prezzi da parte dei consumatori.
7. GLI AUMENTI REALMENTE VERIFICATISI NEL PREZZO DELL'ASSICURAZIONE R.C. AUTO.
L'unico metro obiettivo per misurare il reale andamento del prezzo pagato dagli assicurati r.c. auto nel corso del tempo è costituito dal confronto anno su anno dei premi raccolti dal mercato (desumibili esclusivamente dai bilanci, obbligatoriamente certificati e sottoposti al controllo dell'ISVAP) rapportato all'incremento quantitativo e qualitativo del parco dei veicoli circolanti. Gli aumenti reali verificatisi sono ben al di sotto di quelli diffusi a seguito di rilevazioni empiriche e parziali.
8. Anche il servizio agli utenti deve essere considerato elemento determinante della concorrenza. L'importanza che le imprese attribuiscono al servizio è dimostrata dall'impegno con il quale stanno riorganizzando le strutture liquidative secondo criteri del tutto innovativi, che non fanno perno sull'organizzazione di antica concezione basata sulla presenza nel territorio, bensì sull'uso di tecniche moderne quali "call center", reti informatiche e collegamenti multimediali.
Esistono differenze tra imprese e pertanto non si può accettare un giudizio generalizzato sulla presunta inefficienza dell'intero sistema.
9. IL SETTORE SI E' VOLONTARIAMENTE DOTATO DI STRUMENTI CHE AGEVOLANO E VELOCIZZANO LA LIQUIDAZIONE DEI SINISTRI NEI CONFRONTI DEI DANNEGGIATI.
Si tratta di accordi associativi che consentono al danneggiato di ottenere il risarcimento del sinistro r.c.auto direttamente dal proprio assicuratore (CID e Accordo pluralità di danneggiati), di prescindere dalle complesse indagini necessarie per risalire alla responsabilità dei sinistri più gravi (Accordo sinistri catastrofali), di non anticipare somme di denaro per la riparazione del proprio veicolo (Accordo ANIA/Carrozzieri).
10. GLI ASSICURATORI GIÀ DA TEMPO HANNO INTRAPRESO INIZIATIVE SULLA PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI STRADALI.
Nel 2000 è stato attivato un piano di interventi mirati, che potranno essere realizzati anche in collaborazione con le Associazioni di consumatori. Tuttavia la prevenzione degli incidenti stradali rimane innanzi tutto compito delle istituzioni.
11. Il settore è consapevole che occorre aiutare gli utenti ad utilizzare correttamente l'assicurazione. A questo fine e per migliorare la qualità del servizio, l'ANIA e alcune tra le maggiori Associazioni dei consumatori hanno realizzato il documento "Trasparenza e qualità nella liquidazione dei danni Rc auto", distribuito ad oltre 15 milioni di assicurati, che sintetizza in maniera chiara e comprensibile il funzionamento della r.c. auto, con particolare riferimento alle procedure di risarcimento.
Altre iniziative comuni con le associazioni dei consumatori hanno portato alla cancellazione dai contratti assicurativi delle clausole abusive e alla redazione di raccomandazioni alle imprese per migliorare i rapporti contrattuali con gli assicurati. Attualmente è allo studio una procedura di conciliazione per la soluzione stra-giudiziale delle eventuali vertenze tra assicuratori e assicurati.
12. CONCLUSIONI E SOLUZIONI PROSPETTICHE. Il problema dell'aumento dei costi sostenuti dalle imprese e, conseguentemente, del prezzo pagato dagli assicurati va affrontato in via prioritaria, abbandonando ogni preconcetto e intervenendo sui fattori che incidono in maniera decisiva sugli andamenti negativi che caratterizzano l'intero processo, attraverso soprattutto:
a. un'efficace attività di prevenzione degli incidenti stradali, che conduca ad una riduzione degli stessi e, in particolare, ad un contenimento delle lesioni fisiche, che rappresentano la voce di costo più alta per le imprese e incidono pertanto maggiormente sul fabbisogno tariffario generale;
b. la razionalizzazione della disciplina sul risarcimento del danno alla persona, che coniughi le esigenze di giustizia con le risorse economiche esprimibili dal Paese; c. la responsabilizzazione degli assicurati sulle conseguenze prodotte da atteggiamenti speculativi nelle richieste di indennizzo;
d. un maggiore impegno, non solo da parte degli assicuratori, sul fenomeno delle frodi, i cui effetti perturbatori sull'andamento dei costi assicurativi stanno notevolmente aggravandosi

Roma, 12 gennaio 2000

Sintesi dell'intervento sull'assicurazione r.c. auto svolto dall'Ania alla Commissione Finanze della Camera dei Deputati

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